Possa la nostra danza essere sempre un ponte per la comprensione e celebrazione delle diversità ed uno strumento di pace

Ed il Mondo venne creato danzando...ed allora fu il Sole, la Luna, le Stelle e gli Universi Mondi.

La Leggenda...Eurinome, Dea di tutte le cose, sorse nuda dal Caos, ma non trovò nulla su cui poggiare i piedi, così divise il mare dal cielo e incominciò a danzare sulle onde. Presa dalla sua danza si diresse verso Sud e per la prima volta sentì il vento turbinare alle sue spalle: decise quindi di iniziare la creazione proprio con il vento. Si girò all'improvviso e afferrò fra le mani quel Vento del Nord, lo modellò finchè prese la forma di un serpente, il gran serpente Ofione. A quel punto continuò la sua danza frenetica per scaldarsi danzando ad un ritmo sempre più incalzante finchè Ofione, ebbro di desiderio, si accoppiò a lei. E così come fecondatore Vento del Nord, Borea, che solo sfiorando con il suo leggiadro tocco ingravida le giumente, Ofione fecondò Eurinome. E subito ella si mutò in bianca colomba e danzando sulle acque depose l'Uovo universale. Poi comandò ad Ofione di avvolgere 7 volte l'uovo con le sue spire ed allora l'Uovo si dischiuse e tutto ciò che esiste uscì da esso: il caldo sole, la candida luna, le stelle brillante ed i pianeti e la terra tutta con i monti incantati, i fiumi sinuosi e le erbe e gli alberi maestosi e i teneri fiori e con essi tutte le creature viventi. Eurinome prese residenza con Ofione sul monte Olimpo, ma Ofione cominciò a vantarsi di essere lui il Creatore di tutte le cose, così Eurinome si vide costretta a punirlo: gli sferrò un gran calcio in viso che gli fece perdere tutti i denti e venne relegato nelle buie caverne sotto la Terra. Poi Eurinome creò i sette pianeti e i Titani e le Titanesse che governano le loro potenze: al Sole, Tia e Iperione; alla Luna Febe e Atlante; a Marte Dione e Crio; a Mercurio Meti e Ceo; a Giove Temi e Eurimedonte; a Venere Teti e Oceano; a Saturno Rea e Crono. Creò poi Pelasgo, il primo uomo. Egli emerse dal suolo dell'Arcadia seguito da una schiera di suoi simili a cui insegnò a fabbricare capanne, a nutrirsi di ghiande e a cucirsi tuniche di pelli di maiali. ...Eurinome,rappresenta un aspetto della Grande Madre delleorigini... (dalla Mitologia Greca - Mito Pelasgico ed in questo senso vedasi anche Robert Graves - storico - I miti greci, Longanesi)...

La Vita nel qui ed ora: e così a noi piace credere che...danzando...si possano creare tutte le cose, si possano incontrare tutte le anime in armonia con la Natura stessa che le sostiene e soprattutto si possa "essere se stessi in modo autentico".Le Terapie espressive sono la più alta forma di Arte Sociale, intrisecamente relazionali una forma di risorsa insostituibile della comunità per la comunità. La danza e le artiterapie superano la dicotomia scissoria di Corpo-Mente, scendendo in campo aperto ed autentico con l'essere umano, incontrandolo a livello di corpo vivente e vissuto, mirando a sviluppare la creatività come un insostituibile fattore di benessere sia a livello individuale che collettivo in modo transculturale (per questo Arte Sociale) favorendo una Cultura di Pace e di elogio delle Differenze e della Diversità. Le ARTI SOCIALI così intese, sono risorse finalizzate al miglioramento della qualità della vita sia a livello personale che delle interazioni relazionali, avendo in sè stesse il grande potenziale di aggregazione sociale (la danza e vecchia quanto il mondo... Eurinome insegna!) ed espressione del Sè.

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COSA C'E' IN QUESTO SITO DI DANZA:

Fare Arte del Corpo

Danza, principessa delle Arti Sociali

nella sue cangianti e molteplici manifestazioni Corporee

Mission - La Danza è la base di tutte le culture del Mondo e quindi è di tutti ed accessibile a tutti essendo essenzialmente “relazione”. Ci riconnette con il nostro Corpo e con la Natura, due elementi fondamentali per ritornare nel Ciclo Naturale dell’Essere e del Divenire. La Danza coltiva in sé la Cultura delle Differenze. La Danza in Cerchio e la Danzaterapia Espressivo Relazionale, possono essere considerate Arti Sociali anzi,la Danza è la più antica e diffusa forma di terapia sociale ed è questo il fondamento antropologico di quello che noi chiamiamo: “terapie espressive”, terapia come “Cura - Prendersi cura di Sé e del Sé”, vere e proprie risorse della comunità per la comunità.

Obiettivo - Ricerca del benessere e di evoluzione personale, di consapevolezza delle proprie emozioni, di riscoperta del piacere funzionale di affinamento delle funzioni psicomotorie, di consapevolezza della propria identità e della propria immagine corporea, di relazionarsi. Le danze in cerchio e la danzamovimentoterapia si collegano idealmente alle antiche tradizioni (Ad es. Expression Primitive: importanza del Gesto Universale, Gruppo, Ritmo, collegamento e rapporto con la Madre Terra…) nelle quali la danza era un mezzo fondamentale nelle pratiche di guarigione e sfrutta le risorse del processo creativo, della danza e del movimento per promuovere l’integrazione psicofisica, relazionale e spirituale, il benessere e la qualità di vita della persona in una unione di Corpo-Mente-Relazione.

Consideriamo la Danza nella sua più ampia accezione, un buono strumento, perché è nella possibilità e nella disponibilità di tutti, giovani, anziani, donne, uomini, bambini, diversamente abili… Perché ciò che passa attraverso il corpo ci permette di essere più consapevoli di ciò che passa solamente attraverso la mente-pensiero, in genere, quando alcune cose arrivano alla mente-comprensione…nel corpo è già successo tutto e spesso, è un po’ tardi.

Dove ci piacerebbe arrivare… – Acquisire una maggiore consapevolezza corporea e di sé – maggiore pre-disposizione alla relazione con l’altro da noi e se non accoglienza almeno tolleranza per le diversità – maggiore consapevolezza di essere parte di un tutto, di essere tutti interconnessi sia l’essere umano che gli animali che la natura tutta – maggiore consapevolezza dell’importanza di preservare il pianeta nel quale viviamo – Diffusione di una Cultura di Pace nel Ben-Essere. Ci piacerebbe molto poter far in modo che tutto ciò si implementi. Come implementare? Se dovessimo dare un suggerimento anche ad altri? Danzare, Danzare, Danzare… Mettersi in gioco. Possibilmente in modo più possibile accessibile a tutti e quindi anche dal punto di vista economico. Informare dell’esistenza di questo strumento, dello strumento per eccellenza il “Corpo” ed“il corpo che danza e si muove nello spazio crea il tempo e quel tempo, potrà essere un tempo di pace”(FLM). Cogliere tutte le occasioni possibili per farlo conoscere.

Come nasciamo - … per caso nel 2005 circa di fatto, come “appassionate” solo in due Sabrina & Francesca LM; oggi 2012 in cinque con Manuela, Sandra e Francesca G. e comunque e sempre: su fattezze concrete “il Corpo” e per un “irrefrenabile bisogno di danzare!” e condividere il Ben-Essere che la Danza e la Relazione donano. La nostra organizzazione è una organizzazione volontaria su base di discussione e progettazione “democratica” finalizzata a cosa proporre al sociale e come fare della vera “Arte Sociale”, il campo è soprattutto il Corpo, la Danza, la Relazione, il Movimento che in sé stesso è vita, l’Animazione e coinvolgimento degli Altri tutti perché la Danza è per Tutti, senza limiti di èta, di sesso, di razza, di credo religioso o meno, di scelte sessuali etc. : siamo a-confessionali e rispettiamo ed onoriamo le differenze, libertà nel rispetto dell’Altro da noi, qualunque Essere Senziente.

Affrontiamo le seguenti tematiche sull'Educazione allo Sviluppo Sostenibile ...

Diversità culturale

X

Pace e sicurezza umana

X

Promozione della salute

X

Stile di vita sostenibile

X

Uguaglianza di genere

X

Biodiversità

X

Coesione sociale

X

Altro: BENESSERE – APERTURA alla RELAZIONE con se stessi e con gli altri attraverso l’altro. Apertura al nuovo “se buono” J

X

Attività sociali, ricreative e formative organizzate -Seminari di Danze in Cerchio Tradizionali e di Nuova coreografia, Seminari di Danzaterapia Espressivo Relazionale, Danza di Pulsazione ispirata all’Expression Primitive di H.Duplan e France Schott-Billmann, piccoli Stage residenziali sui temi enunciati, Meditazione in Movimento, Danze Israeliane, Danze e temi in rapporto al Tema “Corpo, Danza e Religione”… finalizzati alla divulgazione di un messaggio di pace che passa attraverso il corpo e la danza per raggiungere il Ben-Essere come risorsa individuale e collettiva. Lavorare “il corpo con il corpo” attraverso la danza, il ritmo la melodia, il gruppo,per ed incentivare i Talenti Personali insiti in ognuno di noi più che sulle“Mancanze-Deficit”.

A “chi e dove” si rivolge il nostro lavoro – A Tutti in genere compresi i bambini; ai diversamente abili, alle scuole di ogni ordine e grado, agli anziani, alle istituzioni per il personale, al servizio immigrazione, ai consultori e servizio sociale, ai genitori, al servizio sanitario, alle donne abusate…

Quali competenze occorrono? – Nessuna, solo la voglia di mettersi in gioco ed un cuore aperto e disponibile alla relazione con sé e con l’Altro da sé. Il nostro Corpo e la voglia di lasciarlo andare; il corpo -come la natura- ha tutto in sé oltre ad una conoscenza arcaica del mondo. Tutti i corpi, anche quelli che hanno sofferto o stanno soffrendo, anche quelli che non reputiamo abili, anche quelli mutilati, tutti noi siamo perfetti quando riusciamo a stare nel qui ed ora sulla Terra che ci Porta, tutti noi possediamo il Nostro Corpo!

lunedì 19 dicembre 2011

Tra Gioco & Realtà: Io Danzo!


Si può scoprire di più su una persona in un'ora di gioco, che in un anno di conversazione.„ - Platone

un modo diverso e creativo di e per essere in relazione con sé stessi e con l’Altro/Altra da noi in modo semplice, leggero,“basico”.
Sembra gergale e non lo è,
Basico:  Basilare, essenziale, fondamentale; usare un linguaggio basico
Basico richiama semplice, genuino, privo di orpelli, privo di sovrastrutture, di maschere, spontaneo, diretto, quasi elementare, senza riserve mentali… i bambini sono “basici” e questo la dice lunga.
Noi comunicheremo in questo laboratorio con il “nostro Corpo basico”,
per il nostro ben-essere, divertendoci e potendoci dire sorridendo
l’un l’Altro/Altra, con il linguaggio non verbale: “Stai Scialla!”
(questo sì gergale, ovvero: “Stai sereno/serena!”)


I Giochi in DanzaMovimentoTrapia-ER ed i Giochi di Findhorn   -   Il Gioco di per sé, è uno strumento potente per risvegliare il piacere funzionale, per la crescita e sviluppo personale, nonché una piacevole suggestione di approccio all’altro da sé in modo divertente, leggero e non giudicante. I giochi di Findhorn ed altri giochi come quelli che facciamo in Danzaterapia-ER, ci permettono di aprirci a noi stessi ed al gruppo, di esplorare i nostri comportamenti anche attraverso “lo specchio” che ci rimandano gli altri,   di esplorare il nostro corpo e le nostre sensazioni scevre da articolate circonvoluzioni mentali, di porci in relazione con gli altri in modo più libero e appagante, “smascherarando” i copioni che recitiamo ogni giorno inconsapevolmente, incoraggiando un contatto umano autentico fuori da ogni critica e giudizio, e così scoprendo un nuovo modo di comunicare, cooperare insieme, accettarsi ed accettare, avere fiducia, aprirsi a sé stessi, al mondo con una sempre maggiore consapevolezza. Andare alla scoperta di un Gruppo e dei Giochi che in quel gruppo si fanno, ci consente di cimentarci con la gioia, la creatività, le aspettative, la spontaneità, l’eplorazione di noi in “relazione a”, anche a volte per imparare a metterci nei panni altrui. Giocare significa “andare fuori di testa” ed entrare più nel corpo e nelle sensazioni per scoprire insieme “un senso di unità nell’ambito della diversità”. Il Gioco è “accoglienza”: una modalità che ognuno di noi sperimenta e si dà per gestire lo spazio (virtuale e simulato ma non per questo meno necessario e quindi reale) che sta tra il nostri sé e l’altro da sé, la realtà. “Accogliere” è costruire dei “ponti” in una interazione dinamica tra due o più persone, nei giochi di DanzaMovimentoTerapia e di Findhorn, “accogliere” ci rimanda ad una comunicazione autentica, intesa come l’insieme dei comportamenti comunicativi sia verbali che non verbali, imparando che ogni comportamento “è unico” e non ha un suo contrario e soprattutto non esistono i non comportamenti; ovvero, attività o inattività, parole o silenzio, in una situazione di interazione come lo è nel gioco, è sempre comunicazione, nel qui ed ora, “lasciatevi stupire”!


" La danza ed il gioco (n.d.s.)
si rivolge/ono alla parte ancora sana della natura umana,
presente in ogni essere, per quanto … confuso sia "  - Trudi Schoop



Il CERCHIO, la DANZAcosì la "Danza in Cerchio":  sono le due più antiche forme di espressione umana e ci insegnano attraverso un cammino di consapevolezza compiuto mediante l'esecuzione dei semplici passi e della gestualità che spesso li accompagna, lasciandoci trasportare dalla melodia musicale delle diverse Tradizioni di tutti i popoli del Mondo, ove è possibile essere felici e fedeli a noi stessi semplicemente gioendo di quello che siamo in "quel momento", ci autorizziamo così a lasciarci andare a rallentare il ritmo frenetico, nella consapevolezza che "andiamo bene così come siamo", unici ed irripetibili quindi "Sacri". Sacra è l’intenzione, sacro diviene il passo, il corpo stesso dell’uomo è Sacro, tempio del divenire. Riuscire a visualizzarci nella realtà più sottile, ovvero in armonia con il Tutto, la Natura e l’Universo stesso fa bene al nostro Spirito ed allo Spirito della Terra che ci accompagna e ci accoglie infaticabilmente. Le Danze in Cerchio Sacre e Meditative sono danze tradizionali e di nuova coreografia, spesso accompagnate da gestualità che celebrano attraverso i ritmi “sacri e profani” della vita dell'uomo (l'amore, la gioia, il lavoro, la nascita, la morte...), in un clima non competitivo e soprattutto in uno spazio dove ognuno potrà, danzando, centrarsi e rigenerarsi; con l'ausilio di un approccio danzaterapeutico espressivo relazionale, ovvero un approccio attento empaticamente all'altro ed al rispetto dell'altro/a, ludico, non invasivo ed aperto all'accoglienza di tutte le "differenze" quali "risorse" della unicità, originalità ed irripetibilità di ognuno di noi. In un’armonica visione di unione di Corpo-Mente-Relazione/Spirito.
"La danza pone delle domande al mio corpo,
il mio corpo risponde". A. Geng

Cosa è la Danzamovimentoterapia-Espressivo Relazionale (Dmt-ER)?     - In realtà è una cosa che si fa più che raccontarsi, possiamo qui sinteticamente dire che è una suggestiva possibilità di positiva ricerca del benessere e di evoluzione personale, di consapevolezza delle proprie emozioni, di riscoperta del piacere funzionale di affinamento delle funzioni psicomotorie, di consapevolezza della propria identità e della propria immagine corporea. La Dmt-ER si collega idealmente alle antiche tradizioni (Expression Primitive: importanza del Gesto Universale, Gruppo, Ritmo, collegamento e rapporto con la Madre Terra…) nelle quali la danza era un mezzo fondamentale nelle pratiche di guarigione e sfrutta le risorse del processo creativo, della danza e del movimento per promuovere l’integrazione psicofisica, relazionale e spirituale, il benessere e la qualità di vita della persona in una unione di Corpo-Mente-Relazione, attraverso i suoi principi fondamentali che si estrinsecano attraverso un ascolto empatico, attività ludico-espresssive (il Gioco è fondamentale a tutte le età!), Danza e Movimento, Creatività, Corpo, Gruppo (…) laddove la Terapia non è altro che l’estrinsecazione del suo primario significato di “Cura-Prendersi cura di Sé e del Sé” . Non è necessaria alcuna esperienza di danza, solo avere il desiderio di partecipare ad un’esperienza gruppale dove corpo, ritmo, ripetizione, gioco, musica… ci traghetteranno verso appartenenze comuni fatte di danze, coreografie ed emozioni.
La danza è un'esperienza interiore e spirituale, un'espressione di vita.
Una vita più libera, più armoniosa, più naturale" - Isadora Duncan




domenica 18 dicembre 2011

I Giochi in DanzaMovimentoTrapia-ER ed i Giochi di Findhorn - TRA GIOCO è REALTA': Io Danzo!

“Si può scoprire di più su una persona in un'ora di gioco, che in un anno di conversazione.„   -  Platone


I Giochi in DanzaMovimentoTrapia-ER ed i Giochi di Findhorn - Il Gioco di per sé, è uno strumento potente per risvegliare il piacere funzionale, per la crescita e sviluppo personale, nonché una piacevole suggestione di approccio all’altro da sé in modo divertente, leggero e non giudicante. I giochi di Findhorn ed altri giochi come quelli che facciamo in Danzaterapia-ER, ci permettono di aprirci a noi stessi ed al gruppo, di esplorare i nostri comportamenti anche attraverso “lo specchio” che ci rimandano gli altri, di esplorare il nostro corpo e le nostre sensazioni scevre da articolate circonvoluzioni mentali, di porci in relazione con gli altri in modo più libero e appagante, “smascherarando” i copioni che recitiamo ogni giorno inconsapevolmente, incoraggiando un contatto umano autentico fuori da ogni critica e giudizio, e così scoprendo un nuovo modo di comunicare, cooperare insieme, accettarsi ed accettare, avere fiducia, aprirsi a sé stessi, al mondo con una sempre maggiore consapevolezza. Andare alla scoperta di un Gruppo e dei Giochi che in quel gruppo si fanno, ci consente di cimentarci con la gioia, la creatività, le aspettative, la spontaneità, l’eplorazione di noi in “relazione a”, anche a volte per imparare a metterci nei panni altrui. Giocare significa “andare fuori di testa” ed entrare più nel corpo e nelle sensazioni per scoprire insieme “un senso di unità nell’ambito della diversità”. Il Gioco è “accoglienza”: una modalità che ognuno di noi sperimenta e si dà per gestire lo spazio (virtuale e simulato ma non per questo meno necessario e quindi reale) che sta tra il nostri sé e l’altro da sé, la realtà. “Accogliere” è costruire dei “ponti” in una interazione dinamica tra due o più persone, nei giochi di DanzaMovimentoTerapia e di Findhorn, “accogliere” ci rimanda ad una comunicazione autentica, intesa come l’insieme dei comportamenti comunicativi sia verbali che non verbali, imparando che ogni comportamento “è unico” e non ha un suo contrario e soprattutto non esistono i non comportamenti; ovvero, attività o inattività, parole o silenzio, in una situazione di interazione come lo è nel gioco, è sempre comunicazione, nel qui ed ora, “lasciatevi stupire”!


" La danza ed il gioco (n.d.s.)
si rivolge/ono alla parte ancora sana della natura umana,
presente in ogni essere, per quanto … confuso sia".  - Trudi Schoop



martedì 8 novembre 2011

FESTEGGIARE IL SOLSTIZIO D'INVERNO DANZANDOLO - Roma Sabato 17 Dicembre

Le persone che hanno stabilito un forte legame si ritrovano sempre...
Vita dopo Vita, dall'infinito passato all'infinito futuro,
così come la Notte insegue il Giorno e viceversa,
come le Stagioni, gli Equinozi, i Solstizi…
ciò, accade nel  ciclo del tempo anche con noi stessi, sempre.
In questi giorni specifici del ciclo annuale
qualcosa di straordinario e di magico è accaduto ed accade ancora,
un evento cosmico, che in passato assumeva  un alto valore simbolico
sia nella Tradizione Primordiale attraverso la Ritualità
che  nelle Religioni di tutti i Popoli:
il cammino mistico e labirintico,
la notte e la paura,  il presagio e vaticinio,
il cammino del Sole con la Luna seguendo una Stella,
la lotta tra il Dio Agrifoglio (Anno uscente) con il Dio Quercia (Anno Nuovo)
e finalmente il ritorno della Luce!
La nascita del Sole-Sole Bambino, da cullare e proteggere.

Con le Danze Sacre e Meditative e con la DanzaMovimentoTerapia-ER
non abbracciamo nessun credo e/o religione specifica, siamo universali ed a-confessionali.
Tutte le idee ed i credo o non-credo  sono bene accolti  sotto l’egida:
del rispetto, armonia delle diversità, gratitudine, apertura del cuore…
celebreremo questo importante momento di passaggio rituale danzandolo
con il nostro Corpo , la  nostra Mente e la nostra Anima
con la suggestione di essere danzati/te più che danzare,
di essere mossi/e più che muoverci, celebrando una Ritualià annuale.


Curiosità da leggere:
Storia del Natale -  Tra riti pagani e cristiani
Clement A. Miles (Autore), L. Mazzolini (Redattore), G. Cirenei

Storia Comparata degli Usi Natalizi in Italia e presso gli altri popoli indoeuropei
A.De Gubernatis - Arnaldo Forni Editore

martedì 1 novembre 2011

DANZE EBRAICHE una CONSAPEVOLEZZA SCRITTA nel CORPO e nello SPIRITO

DANZE     EBRAICHE
tra: Religione - Simbolo - Gioia
Linguaggio del Corpo 

     Le Danze della Tradizione Ebraica attingono più spesso ad un retaggio biblico non necessariamente “bigotto” nel senso della religiosità. Ma “spirituale.   Sicuramente in passato erano più legate al testo biblico, successivamente i vari coreografi che si sono susseguiti, hanno preso lo spunto dai diversi Salmi o parti della Torah per cantare la nostalgia per la Terra di Israele (Eretz) nel dolore vivente della Diaspora e della Shoà. Il Cerchio è sempre stata la forma preferita di danzare per gli ebrei, non solo perché simboleggia un Inizio senza Fine ed un rapporto di parità e reciprocità tra i danzatori,  ma soprattutto perché il Centro del Cerchio simboleggia sia il Monte Sion (dove è costruita Gerusalemme) che il Monte Sinai (dove salì Mosè a prendere le Tavole ella Legge in Egitto), quindi si riferisce al cuore della Tradizione, mentre il cammiare spesso legati, sulla circonferenza, rimanda all’idea di un popolo perennemente in cammino che sta riscoprendo sotto una nuova luce il legale con la propria Terra.       Spesso le Danze Ebraiche si eseguono a piedi nudi, segno che qualcuno interpreta come la necessità di un rapporto diretto con questo particolare suolo. La Danza Ebraica si è sempre fatta portavoce di “connessione”  attraverso un linguaggio simbolico che favorisce la comunicazione superando le differenze religiose ed ideologiche.         Un’apertura al dialogo sia all’ interno della cultura in cui è sorto che al di là dei suoi confini.       Dopo un periodo di decadimento (molto tempo fa), rinasce con il Chassidismo (1700 ca con Baal Shem Tov) il valore unificante della danza Ebraica, allegra, vivace, profonda, simbolica… che rielabora elementi antichi della Tradizione e valori assimilati dalle culture europee, coniugandoli nella creazione di nuove danze adatte alle diverse feste religiose, in questo periodo la Danza Ebraica si arricchisce anche delle melodie della musica Klezmer (Yddish) che spesso intona richiami malinconici per la lontananza dalla Terra di Israele.      Si danza per il Raccolto, per le Feste Religiose, per onorare il Sabato, per i Matrimoni, per la Circoncisione…si danza in memoria del maestri andati, per i funerali… Danza anche il Maestro da solo e la sua danza è considerata sacra ed individuale. Si danza intorno alla Torah in cerchio.      Nel 1920 giunge in Palestina la danzatrice Gert Koufmann, oggi conosciuta con il nome ebraico di Gurit Kadmann, la quale rendendosi conto del patrimonio culturale e religioso ebraico sparso per il Mondo poiché la diaspora ha portato gli  Ebrei in tutto il Mondo (Ebrei Sefarditi: sono quelli di origine spagnola da Se farad che significa Spagna o comunque dalle zone dell’Europa e delle zone mediterranee; gli Ebrei askenaziti: sono quelli dei paesi mitteleuropei dell’Europa Orientale –Russia, Balcani, Polonia, Germania-  e degli Stati Uniti) , si attiva per mettere tutte queste diverse culture a confronto ed aprire tra di loro un dialogo.  Questo dialogo, avviene soprattutto tramite la DANZA, il fine è che la ricchezza di ciascuno non vada perduta ma possa diventare un tesoro comune.  Così, grazie alla sua conoscenza di particolari tradizioni folkloriche, diventerà presto la madre della danza popolare in questo Paese.  Nel 1943 pubblica un opuscolo dove descrive tutte le danze dell’epoca e nel 1944 organizza il primo Festival nazionale di Danze Popolari presso il Kibbutz in Galilea… questo festival si ripete da allora ogni anno e non fu mai interrotto (Festival della danza Popolare Ebraica a Karmiel).  Fu grazie alla Koufmann che porto molti danzatori e coreografi come la danzatrice sara Levi Tanai che introdusse il passo yemenita, usato anche da Rivka Sturman e tanti altri.     Oggi, gli ebrei di tutto il Mondo pur non conoscendosi e parlando altre lingue, danzano e quando si incontrano possono danzare insieme poiché le loro danze (ne “sfornano” centinaia ) vengono insegnate in tutto il mondo anche se si sta perdendo un po’ il contatto con la tradizione e si va sempre più verso una musica più da discoteca…      Per molti di noi insegnanti, è importante trasferire invece quelle che sono le danze di tradizione od anche di nuova coreografia ma che rispondano a quella simbologia ed interiorità che la Danza Ebraica ha sempre avuto.
Liberamente scritto da Francesca Lo Monaco
con spunti tratti dal Libro di Elena Bartolini “Come sono belli i passi” Ed. Ancora

giovedì 20 ottobre 2011

DANZE EBRAICHE e d'ISRAELE CURIOSITA'

 Un canto, un canto per te mia terra natia.
      Il cerchio ruota
ed un canto scorre verso di te.
    Le tue montagne fioriranno
mentre irrompe la danza.
Un migliaio di fiori improvvisamente fioriranno
e copriranno le oasi del sederto…”
Zemer Lach


QUALCHE CURIOSITA’ senza pretese…

Le Danze di Israele, oggi, sono il frutto delle fusioni e dell'apporto delle diverse culture con cui il popolo ebraico è venuto a contatto nel corso di lunghi secoli.      In particolare si riscontrano influenze delle culture europee, del Maghreb e dei Paesi del vicino Oriente. La Tradizione ebraica, fin dalle sue origini, ha sempre avuto una visione dell'uomo unitaria senza separare la sua dimensione corporea da quella spirituale, dove centro vitale della persona è il cuore, “lev” in ebraico, considerato la sede della ragione, della volontà e dei sentimenti. La danza ebraica (con natura più melodica all’origine e poi molto gioiosa e ritmata con il movimento dei chassidim – vedi Martin Buber) nasce ed affonda le sue radici nell'antichità, come è testimoniato più volte nella Bibbia, l'esempio conosciuto maggiormente si trova nel libro II° dei Re: "Davide, conquistata Gerusalemme, danza davanti all'Arca dell'Alleanza, centro del culto divino per gli ebrei".  La danza ebraica, all’inizio, nasce come modalità di preghiera e di lode nei confronti di ciò che Dio è capace di operare a favore degli uomini e così i termini ebraici che spesso si riscontrano nelle danze: Nefesh (amima/respiro), Ruach (vento/alito/respiro), Neshamà (spirito vivente nell’uomo) …Popolo disperso per il mondo, ha nostalgia della terra natia e così troviamo anche Shoà (devastazione, catastrofe), Niggun (melodia senza parole), Tzadik (il giusto), Shema Israel (Ascolta Israele), Eretz-Eretz (Terra-Terra)…  Per quanto oggi appaia contraddittorio parlare di tradizione musicale e coreutica di uno stato di così recente costituzione, in realtà quella attuale è la risultante di varie influenze nate e cresciute all'interno delle comunità ebraiche dislocate nei vari Paesi, tra le quali è possibile distinguere 2 grandi folklori: "Yiddish" - Ebrei Askenaziti (Polonia, Russia e Est Europa), e "Ladino"Ebrei Sefarditi (Spagna,Turchia, Marocco). Oggi, si parla più semplicemente di danza popolare ebraica e la stessa esprime attraverso melodie, canti e coreografie prevalentemente circolari e comunitarie non solo la spiritualità intensa, la vita e la cultura di questo popolo, spesso anche solo il vero piacere di danzare insieme, così semplicemente. Vengono coreografate dozzine e dozzine di danze ogni anno e così accade che ebrei, israeliani ed anche cittadini del mondo (!) pur non conoscendosi, pur non parlando la stessa lingua, possono incontrarsi in quel magnifico modo autentico di comunicare che è il Linguaggio del Corpo, linguaggio non-verbale, comprendendosi perfettamente.


ASKENAZITI  e SEFARDITI:


Stesse origini mediorientali Israele. Gli Ashkenaziti sono dell'est europa,Russia,Polonia Germania,infatti Ashkenaz significa Germania. I Sefarditi sono prevalentemente della Spagna,infatti Sepharad significa Spagna. Alcune tradizioni Ashkenazite sono assorbite dalle altre culture,come la lingua Yiddish un misto tra Ebraico e tedesco,anche la musica come folclore ha preso da quei paesi,la Klezmer ,come la canzone Bella ciao è Yiddish,e le favole sono dette Kascale,ci sono differenze tra Ashkenazi e Sefarditi in alcune usanze ,e anche per gli Ashkenaziti ci sono ristrinzioni alimentari diverse come il riso che è proibito per determinate feste mentre i Sefarditi lo usano. In passato c'erano sinagoghe separate ma or non più,si sta tornando ad una unica comunità. Non si conosce se siano di più i Sefarditi o gli Ashkenaziti,ci sono Sinagoghe separate ma al nord sono prevalenti gli Ashkenaziti e al sud Sefarditi.


EBREO o ISRAELIANO ?


E' ebreo chi appartiene al "popolo ebraico" per discendenza, o conversione.     L'ebraismo è una mescolanza originale di etnicità e religione, l' appartenenza ebraica non può "prescindere" da questi due fattori. Gli ebrei, nella storia non si sono "mai" definiti in relazione a un "credo religioso". Si sono definiti come "popolo". Un popolo che vanta una sua propria produzione di: regole, usi e costumi, principi e pratiche rituali, legislazione e cultura testuale ect... Una produzione che riguarda la sua identità culturale che si è costruita nel tempo attraverso tutti questi "fattori". Israeliano è colui a cui è riconosciuta la cittadinanza dallo Stato di Israele. la popolazione israeliana conta tra i suoi cittadini: ebrei, arabi/musulmani, drusi e cristiani. Un ebreo può essere cittadino israeliano come invece non esserlo affatto. La maggioranza degli ebrei, ad esempio non lo è.   Importante  la differenza,  Israele è sì uno stato ebraico, e… tutti i cittadini palestinesi (quindi arabi) che si sono ritrovati nello stato di Israele? Loro non sono affatto ebrei e non vogliono esserlo…  Tuttavia la loro cittadinanza rimane israeliana pur non professando la religione ebraica. Lo stato di Israele prevede inoltre la cosìdetta Legge del Ritorno che consiste nel dare cittadinanza a tutti gli ebrei sparsi nel mondo che tornano in terra di Israele. La danza allora, sembrerebbe esser l’unico  punto d’incontro, la comunicazione non verbale attraverso i gesti universali.
Per un approfondimento:
sulla cultura delle Danze e della Musica Ebraica

COME SONO BELLI I PASSI…
La Danza nella Tradizione Ebraica
di Elena Bartolini - Ed. Ancora S.r.l. – 2000

LA DANZA SACRA
Di Renato Torniai  - 1^ Ed. Paoline 1951

I RACCONTI DEI CHASSIDIM
di Buber Martin – Ed. I Grandi Libri Garzanti

domenica 18 settembre 2011

INTRODUZIONE ALLA DANZAMOVIMENTOTERAPIA-ESPRESSIVO RELAZIONALE - ROMA MAGGIO 2011

CORPO  -   MENTE  –   RELAZIONE: 
“Istruzioni per l’ Uso…”
Scendendo dalla Mente al Cuore, apprendo che il mio Corpo è lo spazio comunicativo
nel quale vivo la Relazione con il mio Sè-con-Altri Sé.
…si Vive di Relazione, ci si Ammala di Relazione ed allora IO,
Danzo la Relazione nelle mie infinite Danze del Quotidiano.
Laboratorio introduttivo alla
Danzamovimentoterapia – Espressivo Relazionale - (Dmt-ER)
condotto da Francesca Lo Monaco
Hai mai pensato di   ri-mettere  in moto il tuo Corpo in modo  consapevole?
La grande  sfida  è di non partire più dal vecchio  motto cartesiano “Cogito Ergo Sum”
Ma da un autentico:       “Mi Muovo Consapevolmente,  quindi Sono!”.
La Vita è un continuo Movimento evolutivo, solo la morte è ferma;
la vita è sempre Relazione, e
se TU,  sei disposta/disposto a metterti in gioco in modo individuale e gruppale con questa suggestione:
“…mi Muovo,  sono un Corpo-tra altri-Corpi  in continua Relazione, cosciente che  la via per la mia realizzazione, crescita e consapevolezza passa sempre dall’Altro/Altra”  
  allora sei pronta/to e disponibile ad aprirti
all’ esperienza concreta della Danzamovimentoterapia-Espressivo Relazionale,
 il cui assunto fondamentale è proprio l’integrazione di Corpo-Mente-Relazione,
unità inscindibile ed imprescindibile per vivere  in una condizione di benessere.

Cosa è la Danzamovimentoterapia-Espressivo Relazionale (Dmt-ER)?     -   In realtà è una cosa che si fa più che raccontarsi, possiamo qui sinteticamente dire che è una suggestiva possibilità di positiva ricerca del benessere e di evoluzione personale, di consapevolezza delle proprie emozioni, di riscoperta del piacere funzionale di affinamento delle funzioni psicomotorie, di consapevolezza della propria identità e della propria immagine corporea.    La Dmt-ER si collega idealmente alle antiche tradizioni (Expression Primitive: importanza del Gesto Universale, Gruppo, Ritmo, collegamentoe rapporto con la Madre Terra…) nelle quali la danza era un mezzo fondamentale nelle pratiche di guarigione e sfrutta le risorse del processo creativo, della danza e del movimento per promuovere l’integrazione psicofisica, relazionale e spirituale, il benessere e la qualità di vita della persona in una unione di Corpo-Mente-Relazione, attraverso i suoi principi fondamentali che si estrinsecano attraverso un ascolto empatico, attività ludico-espresssive (il Gioco è fondamentale a tutte le età!), Danza e Movimento, Creatività, Corpo, Gruppo (…) laddove la Terapia non è altro che l’estrinsecazione del suo primario significato di “Cura-Prendersi cura di Sé e del Sé”

Non è necessaria alcuna esperienza di danza,
“la Danza sei Tu,   Tu il Ritmo,    Tu la tua esclusiva Melodia"
(Francesca) 

mercoledì 14 settembre 2011

DANZE DEI FIORI DI BACH - Cosa sono e Curiosità

Anastasia Geng   -   Festival anza Sacra a Velletri
DANZE DEI FIORI DI BACH


             I  FIORI DI BACH e le DANZE

  Il Dottor Edward Bach, medico inglese, mise a punto tra il 1930 ed il 1936 una serie di 38 preparazioni fatte a partire da fiori selvatici. Esse aiutano a gestire dolcemente le nostre emozioni portando benessere ed equilibrio. Permettono di prender contatto con le nostre qualità positive e di riprendere contatto con la nostra gioia di vivere, fiducia e pace interiore.

È grazie ad Anastasia Geng, originaria della Lettonia (Anastasia Geng-von Schwabe Nata il 15.4.1922 a Berlino deceduta 1'8.12.2002 a Darmstadt Riga - Gnesen - Siberia – Wolfsburg) che le Danze in Cerchio  dei Fiori di Bach, hanno avuto origine.

Vi racconto di come sono arrivate a me…

Attraverso l’insegnamento di una sua discepola  e danzatrice svizzera, nonché mia grande amica, formatasi direttamente-discepola diretta con/di Anastasia insieme al Gruppo Svizzero: Martine Winnington (dal suo sito che trovate in questo Blog nei Link potrete anche scaricare il Libretto della vita di Anastasia in Inglese e francese gruatuitamente)  ed in Italia con Joyce Dijkstra (Olandese).
Martine, mi ha raccontato che all’inizio degli anni 80 Anastasia Geng ha cominciato ad associare l'energia dei rimedi dei fiori di Bach alle danze tradizionali del suo paese natale la Lettonia. Durante l’inverno, la gente dei paesi baltici balla e canta alle piante ed agli alberi per onorarli al fine di poter creare un collegamento con tutto il mondo naturale e mantenerlo in vita nella dura invernata. Ad Anastasia apparve abbastanza naturale prendere spunto da questo folclore per comunicare l'energia di guarigione dei fiori.
Allo stesso modo dei Rimedi, le danze si sono sviluppate attraverso un certo numero di anni; a volte evolvendosi da una coreografia attuale o usando la stessa musica tradizionale per una danza differente.  Proprio attingendo a questa ricca tradizione Anastasia, dopo aver lavorato come insegnante di religione e poi in un ospedale psichiatrico, dove utilizzava la musica e le danze per il recupero delle persone ricoverate, ha cominciato a collegare le danze  ai singoli fiori. Ogni collegamento  è avvenuto attraverso una serie di coincidenze; poteva succedere ad  esempio che Anastasia sognasse un fiore la sera dopo aver danzato su una  particolare musica oppure che qualcuno le donasse un fiore proprio mentre stava lavorando su una particolare coreografia, e così fu come se spontaneamente ogni fiore avesse cercato la sua danza. Il lavoro di Anastasia non passò inosservato; quando Mechthild Scheffer,, una delle più, qualificate discepole di Bach, incontrò Anastasia esistevano già venti danze; la terapeuta tedesca, dopo aver sperimentato di persona il potere curativo delle danze, le chiese di completare il lavoro, ma Anastasia le rispose “Non posso scegliere le danze, posso solo riceverle”. Nel corso degli anni sono poi arrivate le altre danze, alcune sono ancora in evoluzione, mentre altre sono ormai collaudate da vent’anni di lavoro, anche se danzandole si scopre ogni volta qualcosa di nuovo.  
Si possono quindi incontrare qualche volta, delle danze con un altro nome e d è possibile, per chi non le conosce bene fare confusione; ad es. la danza tradizionale Solidarity è usata energeticamente per Chestnut Bud…La gestualità ed il  simbolismo dei movimenti sono una chiave di lettura corporea ed a livello di energie sottili, per comprendere l'effetto della danza e quindi del fiore. Il messaggio è compreso attraverso il corpo, la mente e lo spirito ed è facile ricordarlo. Tutto questo avviene in un’ atmosfera allegra e di liberazione nella quale  il Gruppo (che non è mai la somma degli individui, ma è sempre un Terzo elemento, più “forte” se vogliamo dei singoli) si comporta ed agisce come supporto e specchio delle danzatrici/danzatori allo stesso tempo. L'armonizzazione verticale con l'universo e quella orizzontale con il cerchio (e qui ricorrono i simboli della Croce e del Cerchio, a nelle danze ve ne sono molti altri la Spirale, l’Infinito, i Meandri…), unito con il nostro movimento nello spazio genera un Mandala* vivente e canali di energia di guarigione.

"la terra per coccolarla, l'aria della quale si nutre, il sole o il fuoco per rendere possibile che riveli il proprio potere e l'acqua per assimilare ed essere arricchita della forza magnetica guaritrice"
























































































 Anastasia non ha coreografato Rescue Remedy ma il Gruppo Svizzero di cui Martine faceva parte, ha scelto la Dandelaion che noi danzeremo in questo Viaggio con i 12 Guaritori, poiché questa danza aiuta a centrarsi e ad armonizzarsi con tutti gli altri.

Esistono in oltre, per alcune delle danze dei fiori, anche altre musiche    -variazioni-    con le quali danzare sulla stessa coreografia o coreografie diverse le Danze dei fiori di Bach, coreografie sempre ideate o avute in visione da Anastasia tranne ad as. Larch che è stata fatta sia da Anastasia che da Martine Winnington, quest’ultima non sulla musica lettone ma su di un’altra musica Tumba, una danza di cui possono godere molto anche i bambini. I bambini erano sempre ben accetti e benvoluti nella danza da Anastasia che li metteva sempre nel mezzo dl cerchio. Ciò nondimeno la danza di Anastasia per Larch è molto interessante ma ha bisogno di molto tempo di insegnamento e di ripetizione per armonizzarla e si abbisogna di danzatori esperti…   Anastasia ha dovuto smettere di danzare a metà dei suoi settanta anni a causa della malattia che poi l’ha portata alla morte ma le danze continuarono e continuano tuttora e, come ella diceva nelle sue descrizioni della danza, esse si evolvono con i gruppi e la gente che le danza, per questo anche Io le porto nel Mondo affinché tutti possano danzarle!!     Per favore, quando le danzate, dite sempre da dove queste danze provengono e chi le ha coreografate, non perdiamo questo prezioso tesoro che ci è stato donato e le sue origini.

    Danze sono accessibili a tutti, l’importante  è dare senso a ogni movimento, esprimersi con il cuore, non solo con il corpo; hanno un forte potere terapeutico ma non agiscono con forza, come i fiori, producono un cambiamento solo in chi è in grado di sopportarlo. Se si è attenti si vedranno accadere vere trasformazioni, non solo nel corso della danza, ma anche nei giorni a venire, per questo faremo un incontro di due ore ogni 15 giorni, perché le danze penetrino profondamente nella coscienza e altrettanto profondamente lavorino. Attraverso la danza, il corpo, esprimiamo l’inesprimibile, ciò che non può o non vuole essere espresso a
parole, così anche le emozioni bloccate trovano nel movimento il loro “sblocco”.

        Scrive Anastasia  nel suo libro:

 “la danza pone delle domande, il mio corpo risponde”



* Mandala è un termine sanscrito che ha molti significati, tutti connessi con l'essenza della vita.

"Manda" significa "essenza" - " La"  letteralmente vuol dire "ciò che tiene assieme". L'equivalente tibetano "Kyil Khar" significa "centro - circonferenza". Potremmo riassumere il significato di Mandala in ciò che contiene la completezza essenziale dell'esperienza, cioè sia il centro che la periferia.

Il Mandala è un’immagine sintetica e dinamica che raffigura la ricerca del sé, cioè di un centro che aggrega ed integra intorno all’essenza che lo compone un sistema complesso di relazioni in evoluzione, dove attraverso il rapporto che ciascuno elemento mantiene con il centro, tutto è connesso con tutto e l’azione di uno degli elementi si riflette su tutto l’insieme e su ciascun suo componente.

(P. Menghi, Mandala, Edizioni Mandala Scuola di Normodinamica, Roma, 1994.
P. Menghi, Mantra e Shabad, Edizioni Mandala Scuola di Normodinamica, Roma, 1999.)
Danza Water Violet
 Le danze dei fiori di Bach sono nate dal lavoro di ricerca e sperimentazione di  Anastasia Geng, terapeuta, coreografa e danzatrice di origine lettone che ha collegato le danze popolari del suo paese ai trentotto fiori del dott. E. Bach, creando uno strumento terapeutico e di crescita spirituale che ha dato
ottimi risultati e  ha ottenuto il riconoscimento del Bach Center di Londra. Anastasia è morta nel 2002, dopo aver terminato un libro in cui aveva raccolto la sua esperienza e la coreografia delle danze;  Espressioni artistiche come la danza, il canto, la musica hanno svolto un ruolo importante nella cultura dei paesi baltici, perché hanno fatto sì che la loro tradizione, profondamente legata alla natura, e la loro lingua rimanessero vive durante gli anni bui della dominazione sovietica. 

Glossario floriterapia dei fiori di Bach

Stato d'animo bloccato: con questa definizione si intende una nostra caratteristica che non essendo usata in modo fluido ed utile ci crea un "blocco".
Stato d'animo trasformato: suggerisce il traguardo da raggiungere, trasformando lo stato "bloccato" in un attitudine positiva e creativa.
Affermazione positiva: frase specifica per un determinato fiore e stato d'animo da poter utilizzare come aiuto nel processo di cambiamento.
Danze in riva al mare di Riga
Attraverso i passi, i gesti, la musica, il simbolismo,
con queste danze si integra il messaggio del fiore
con tutto il proprio essere, mente, corpo ed anima.

PERCHE' DANZARLE

Le finalità essenziali di questo nostro Viaggio sono
Armonizzazione tra Corpo-Mente-Anima
Aumento della consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità
attraverso una più profonda presa di coscienza del nostro Corpo
Utilizzo di linguaggi non verbali
Libertà di vivere intensamente le proprie emozioni
Individuazione ed identità di appartenenza ad un gruppo
 

venerdì 1 luglio 2011

DANZE IN CERCHIO SACRE e MEDITATIVE. Cosa sono?

DANZE in CERCHIO SACRE e MEDITATIVE



La Danza in Cerchio Sacra e Meditativa fonda le sue radici negli insegnamenti di Bernhard Wosien, danzatore e coreografo polacco, nato in Masuria e vissuto per il resto della sua vita in Germania. Egli, danzatore e ricercatore della simbologia nelle danze tradizionali di diversi Paesi d'Europa, offre per la prima volta nell'Ottobre del 1975 delle semplici danze in cerchio (provenienti dal folklore della Grecia, dei Balcani e della Russia), alla Comunità di Findhorn in Scozia, con il nome di "Meditazione in Movimento ('Meditation des Tanzes').
Successivamente, suoi allievi danzatori e tutti coloro che si sono avvicinati alle Danze in Cerchio con cuore aperto, hanno continuato, arricchendo questa strada di "guarigione e contatto con se stessi e con gli altri" e da qui, il nome di Danze in Cerchio, Danze Sacre, Danze Meditative e per noi "Danze in Cerchio Sacre e Meditative".
Se poniamo attenzione alla storia, al passato, la danza è antica quanto il mondo, danzavano persino i primi animali comparsi sulla terra e poi, ad imitazione iniziò l'uomo; le sue origini, si perdono quindi nella notte dei tempi. E' nata come forma di cultura ed educazione di popoli di tutto il mondo li ha accompagnati e li accompagna tuttora nei momenti solenni e significativi della Vita: nascita, morte, semina e raccolto, la guerra con le sue vittorie (in senso lato) e le sue sconfitte, culto dei morti e rituali religiosi…
Il CERCHIO, è il più antico simbolo dell'origine del mondo (l'Uovo Cosmico) simbolo di Unità e Vita, di circolarità-senza-fine come l'eterno ciclo vitale vita-morte-vita; il Cerchio è la volta del Cielo e del Cosmo tutto e quindi quanto c'è di trascendente e spirituale; il QUADRATO è simbolo della fisicità dell'uomo che protende a trascendere sé stesso; la CROCE è l'incontro tra Cielo e Terra, tra Spirituale e Materiale… (Simbologia della Danza)
Danzare in Cerchio attiva queste antichissime memorie che la Danza racchiude in sé, evocando simboli e rituali silenziosi, il GESTO UNIVERSALE e così permettendoci di risvegliare la nostra coscienza ad una maggiore consapevolezza del sé, corporea ed emotiva; ed altresì permettendoci una volta centrati: di incontrare gli Altri, via propedeutica alla nostra crescita personale.
Ma cosa è in sostanza, la Danza Sacra e Meditativa?
E' un'esperienza che ci dà la possibilità di trovare il nostro centro a cui si aggiunge il miracolo di entrare in una speciale comunicazione con gli altri ed al contempo di rivolgerci ad un centro che è al di sopra di noi in una dimensione spirituale che ci rende consapevoli di essere parti di un Tutto Unico, mai divisi, mai separati, e ciò, al di là di ogni "credo confessionale" ed "abbracciando ogni Credo" e meglio molteplici differenze confessionali per un camino ecumenico.
E' un esercizio spirituale silenzioso, pervaso solo dalla melodia musicale -questo uno degli aspetti meditativi- dove il movimento diviene come una preghiera senza parole, che ci focalizza e ci conduce nell'armonia dello spirito, nell'equilibrio del corpo e dell'anima.
Il movimento lento della danza, a volte ripetitivo, aiuta la meditazione, la centratura, nella consapevolezza che non sono solo ma sono un tutt'uno con gli altri danzatori i quali sono con me nel Cerchio, ognuno nel proprio spazio e nel rispetto di quello dell'altro/a eppure, così uniti al Tutto; la danza, ci dà gioia ma soprattutto fa emergere quasi con forza, il suo "potere di guarigione": le risposte, semplici, a noi necessarie per vivere in armonia, risposte che noi già conosciamo della nostra vita ed utili alla stessa, affiorano alla coscienza nel "qui ed ora" nell'assoluta empatia verso e con gli altri, collegando l'interno con l'esterno in un "tutt'Uno".
Il linguaggio gestuale della Danza Sacra e Meditativa è piuttosto semplice, basato sulla combinazione armonica di alcuni gesti universali sia simbolici che di preghiera, ci si lascia condurre così in modo armonico dalla melodia con movimenti accessibili a tutti.
Le musiche utilizzate sono diverse come diverse sono le danze: alcune tradizionali, altre di nuova coreografia.
Con la sua armonia e gioia, la Danza Sacra e Meditativa contribuisce all'apertura al trascendente al di là di ogni "confessione", approfondendo la dimensione sacrale delle danze popolari e non, realizzando una forma nuova di Danza Sacra, perché "Sacro è l'Uomo e tutto il Creato, Sacro è il suo Tempio: il Corpo e Sacra è la sua Intenzione, quindi una forma se vogliamo di "autentica preghiera" (nel senso… "affinchè ciò si realizzi…") personale, comunitaria, rivolta a noi stessi, agli altri, all'Universo Tutto.
Preghiera/Desiderio che potrà esaudirsi se siamo "centrati", siamo consapevoli, presenti nel "qui ed ora"; preghiera/desiderio che potrà esaudirsi se crediamo nella possibilità che ciò accada, danziamo meditando, visualizzando…; preghiera/desiderio che potrà esaudirsi se con umiltà e cuore aperto "permettiamo e ci autorizziamo" affinchè qualcosa accada, se con fiducia ci ascoltiamo ed ascoltiamo chi è con noi nel "cerchio" scoprendo così insieme un vero senso di Unità.
Questa forma di espressione, di meditazione, è autenticamente Danza e non semplice espressione corporea, essa procede con un movimento ritmico seguendo le frasi musicali, ed al contempo è "viva" poiché è ricca di significati esistenziali ed è "sacra" poiché è ricca di simbologia che mutua dalla sacralità delle tradizioni popolari di ringraziamento, preghiera, lode, protezione, creazione…; è "spirituale" perché nei suoi movimenti ripetitivi, lenti, accompagnati dalla melodia, ci aiuta a trascendere noi stessi fino a sentirci Uniti, non separati né da noi stessi né dagli altri, ma tutti preposti ed indispensabili per la realizzazione di un "Progetto più grande", tutti anelli partecipi dello stesso Cerchio e del Cerchio più grande che è la Vita.



Qualsiasi cosa tu debba fare, falla con profonda attenzione (e intenzione n.d.s);
in questo modo, perfino le cose più semplici diventano sacre.
Allora pulire o cucinare (danzare, pregare... n.d.s.) diventa sacro; diventa devozione.
Non importa ciò che fai, l’importante è come lo fai.
Puoi pulire un pavimento come un automa, con un gesto automatico
(puoi persino danzare e/o pregare in questo modo -n.d.s.-)
 - lo devi fare, per cui lo fai -
ma in questo modo ti lasci sfuggire qualcosa di meraviglioso.
(Osho)
Per informazioni:
Francesca Lo Monaco
Cell. 338 3615585 - Tel./Fax 06 704.51.814
e-mail:
fra.lomonaco1@alice.it

martedì 21 giugno 2011

giovedì 7 aprile 2011

IL CORPO HA SEMPRE RAGIONE: "Soprattutto il MIO !!" 24 - 31 lUGLIO ad AGAPE

Il   CORPO    HA   SEMPRE    RAGIONE
“Soprattutto il   MIO !!”

Laboratorio   Esperienziale di Danzamovimentoterapia- Espressivo Relazionale   (Dmt-ER)
condotto da Francesca Lo Monaco (Dmt-ER   Apid)

A G A P E      -    PRALI (To)

CAMPO   POLITICO   DONNE   24/31 Luglio 2011
Per vedere l'immagine ingradita e leggere, cliccare sull'immagine
Queste immagini per la memoria e per arrivare al cuore,
scendere nel profondo del cuore e sentire e risvegliare il Corpo.
Questo Laboratorio  non richiede alcuna precedente esperienza di danza e/o di particolari performances,
si rivolge alle Donne che hanno voglia di mettersi in gioco e
 “danzare oltre la soglia della parola” [1]
con la capacità che ci è congenita di partire e ri-partire dal nostro Sé,
dalla nostra unicità ed  irripetibilità di ESSERE  DONNE
 che riconoscono nella materia di cui sono fatte, il pilastro della propria identità.
Un corpo che si muove nello spazio
è un veicolo di emozioni che transitano da esso ed in esso:
rabbia, gioia, dolore, amore, vergogna, sfrontatezza, paura…
Il MIO CORPO, dischiude uno spazio in cui proietta le sue intenzioni e promuove le sue azioni.
IO   NASCO   DONNA   LIBERA   ed ABITO   il   MIO CORPO
fuori da preconcetti, etichette, stereotipie, pubblicità…  e così densificato,
ESSO   diviene   LUOGO   di   TOTALE   PRESENZA


Cosa è la Danzamovimentoterapia-Espressivo Relazionale (Dmt-ER)?     -   In realtà è una cosa che si fa più che raccontarsi, possiamo qui sinteticamente dire che è una suggestiva possibilità di positiva ricerca del benessere e di evoluzione personale, di consapevolezza delle proprie emozioni, di riscoperta del piacere funzionale di affinamento delle funzioni psicomotorie, di consapevolezza della propria identità e della propria immagine corporea.    La Dmt-ER si collega idealmente alle antiche tradizioni (Expression Primitive: importanza del Gesto Universale, Gruppo, Ritmo, collegamento e rapporto con la Madre Terra…) nelle quali la danza era un mezzo fondamentale nelle pratiche di guarigione e sfrutta le risorse del processo creativo, della danza e del movimento per promuovere l’integrazione psicofisica, relazionale e spirituale, il benessere e la qualità di vita della persona in una unione di Corpo-Mente-Relazione, attraverso i suoi principi fondamentali che si estrinsecano attraverso un ascolto empatico, attività ludico-espresssive (il Gioco è fondamentale a tutte le età!), Danza e Movimento, Creatività, Corpo, Gruppo (…) laddove la Terapia non è altro che l’estrinsecazione del suo primario significato di “Cura-Prendersi cura di Sé e del Sé” … 

Non è necessaria alcuna esperienza di danza,
“la Danza sei tu, tu il Ritmo, tu la tua esclusiva Melodia” 

 Francesca Lo Monaco Danzaterapeuta-ER (Apid), insegnante di Danze Sacre e Meditative e dei Fiori di Bach (formatasi a Findhorn in Scozia) esplora da anni il Movimento tra Ritmo e Melodia, conduce in Italia laboratori di Danze Sacre e Meditative, di Meditazione in Movimento e di Danzamovimentoterapia-Epressivo Relazionale creando anch’essa coreografie ed approcci che tengano conto dell’essere umano nella sua globalità. Nei suoi Laboratori  crea uno spazio ludico e di fiducia nel quale ognuno può rigenerarsi.

Per informazioni e iscrizioni:
Altre informazioni sulla Dmt-ER: Francesca Lo Monaco Tel. 06.70451814 - 338.3615585



"Libri di Danza e non solo"

  • Aforismi perla fioritura dell’anima di Alessandro Paronuzzi – Stampa alternativa Nuovi equilibri
  • Ascolta la musica dell'anima - Jalal al Din Rumi - Oscar saggezze
  • Bach-Blüten-Tänze, Anastasia Geng
  • Circle Dance: Dancing the Sacred Way - Anna Barton (Findhorn Foundation) esiste in due lingue Inglese/Portoghese - Ed. Triom
  • Circle Dancing: Celebrating the Sacred in Dance - June Watts - Ed. Green Magic
  • Come sono belli i passi - Elena Bartolini - Ed. Ancora
  • Danzare la Vita - Roger Garaudy - Ed. Cittadella Editrice
  • Delle Danze Antiche Femminili - Irina Naceo - Ed. della Terra di Mezzo
  • Donne che corrono con i Lupi - Pinkola Estés - Ed. Frassinelli
  • Donne che non hanno paura del fuoco - Mari Valentis e Anne Devane - Ed. Frassinelli
  • Essere se stessi - Edward Bach - Macro Edizioni
  • Essere se stessi di Edward Bach – Macro edizioni
  • Figure di Donna nei Miti e nelle Leggende "Dizionario delle Dee e delle Eroine" - Patricia Monaghan - Ed. Red
  • Fiori della sintesi di Patrizia Alberti – ed. Junior
  • Floriterapia al femminile di Marcella Saponaro – ed. Tecniche nuove
  • Guarire con i Fiori di Bach: 1 Guarisci te stesso, 2 I Dodici Guaritori e altri rimedi - Eward Bach - Nuova Ipsa Editore Srl
  • Guida alla Dea Madre in Italia - Andrea Romanazzi - Ed. Venexia
  • I Fiori di Bach - Accademia Centaurea - Macro Edizioni
  • I Nomi della Dea - Campbell, Eisler, Gimbutas, Mosés - Ed. Ubaldini Roma
  • I Racconti dei Chassidim di Buber Martin – Ed. I Grandi Libri Garzanti
  • I Sufi e la Preghiera in Movimento Maria-Gabriele Wosien - Hermes Edizioni - Febbraio 2007
  • I Vangeli apocrifi - Marcello Craveri - Ed. Einaudi
  • I Vangeli gnostici - Elaine Pagels - Ed. Mondadori
  • Il Calice e la Spada "La presenza dell'elemento femminile nella storia dalla Maddalena ad oggi" - Riane Eisler - Ed. Frassinelli
  • Il Corpo territorio del sacro - De Miranda Evaristo E. - Ed. Ancòra
  • Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach – edizione Rizzoli
  • Il Grande Libro dei Fiori di Bach - Mechthild Scheffer - Ed. Corbaccio
  • Il grande libro dei Fiori di Bach di Mechthild Scheffer – Ed. Corbaccio
  • Il Ildegarda di Bingen di Anne H. King-Lenzmeier – ed. Gribaudi
  • Il Linguaggio della Dea - Marija Gimbutas
  • Il piccolo libro della gioa interiore di Pierre Stutz – ed. Gribaudy
  • Il piccolo principe di Antoine de Saint Exupéry – Ed. Bompiani
  • Il potere della Kabbalah - Yehuda berg - Ed. Tea
  • Il risveglio della Dea - Vicky Noble - Ed. Tea
  • Il rito, antropologia della ritualità/Aldo Natale Terrin – Ed. Morcelliana
  • Il Sentiero del Risveglio Interiore - Eva Pierrakos - Ed. Crisalide
  • Ildegarda di Bingen - Anne H. King - Lenzmeier - Ed. Gribaudi
  • Isole Sonanti di Gianfranco Salvatore – ed. ISMEZ
  • L'essenza del reale - Fihi-mâ-Fîhi - Jalal al Din Rumi - Classici del sufismo)
  • L'estatica della tarantella di Pierpaolo de Giorgi - congedo editore
  • L'uomo e i suoi simboli di Carl G. Jung – Raffaello Cortina Editore
  • La Danza a Spirale - Starhawk - Macro Edizioni
  • La Danza delle Grandi Madri - Clarissa Pinkola Estès - Ed. Frassinelli
  • La Danza Greca Ieri ed Oggi - Vassilis Polizois - Ed. Accademia Ellenica per le Culture ed Arti nel Mediterraneo
  • La Danza intorno al Centro (Energia e Mandala)
  • La Danza Sacra - Renato Torniai - Ed. paoline 1951
  • La Dea Doppia - Vicky Noble - Ed. Venexia
  • La Floriterapia di Margaretha Mijnlief – ed. Sanerbe Bologna
  • La Grande Madre - E. Newman - Ed. Astrolabio
  • La spirale mistica di Jill Purce – Red Edizioni
  • la spiritualità del corpo di Alexander Lowen – casa editrice Astrolabio
  • La Strada della Donna - E. Harding - Ed- Astrolabio
  • Labirinti di Patrick Conty – ed.Piemme
  • Labirinti, simboli del viaggio nell’anima di Pier Giorgio Viberti – Demetra edizione
  • Le Dee dentro la Donna - Jean S. Bolen - Ed. Astrolabio
  • Le Dee viventi - Marija Gimbutas - Ed. Medusa
  • Le energie positive degli alberi di Patrice Bouchardon – Ed. Mondadori
  • Le feste di Dio / Guy Deleury – Ed. San Paolo srl
  • Le piante per la psiche – Mechthild Scheffer, Wolf-Dieter Storl di Ipsa Editore
  • Le Porte Interiori "Meditazioni quotidiane" - Eileen Caddy - Ed. Amrita
  • Le vie della danza di Alba Giovanna Anna Naccari – Morlacchi editore
  • Libera te stesso - Edward Bach - Macro Edizioni
  • Lo spirito degli alberi di Fred Hageneder – Ed. Crisalide
  • Maria Maddalena "La Dea occulta del Cristianesimo" - Lynn Picknett - Ed. l'Età dell'Acquario
  • Muta il mio dolore in danza di Henri Nouwen – ed. San Paolo
  • Nella Danza sei Tu - Joyce Dijkstra - Gabrielli Editori
  • Oscure madri splendenti - Luciana Percovich - Ed. Venexia
  • Pregare con il corpo / Peter Dyckhoff – ed. Ancora
  • Quando la danza guarisce. Approccio psicoanalitico e antropologico alla funzione terapeutica della danza - France Schott-Billmann - Ed. Franco Angeli
  • Sacred Dance: Encounter with the Gods - Maria-Gabriele Wosien
  • Storia Comparata degli Usi Natalizi in Italia e presso gli altri popoli indoeuropei - A.De Gubernatis - Arnaldo Forni Editore
  • Storia del Natale - Tra riti pagani e cristiani Clement A. Miles (Autore), L. Mazzolini (Redattore), G. Cirenei
  • Storia della danza - Curt Sachs - Ed. Il Saggiatore
  • Storia della danza di Aldo Masella edizione tutta danza – Interlinea
  • Storia universale della danza di Giovanni Calendoli. Arnoldo Mondadori editore
  • The Bible in Israeli Folk Dances - Matti Goldschmidt - Ed. Choros
  • The Dancers Journey - Bernhard Wosien "Self-Realisation Through Movement" - Ed. Seamas O Daimhin

Parole che danzano... mentre la danza mi abita il corpo ed io "sono mossa" e mi sento autentica.

"Danzare vuol dire soprattutto
comunicare,
unirsi,
icontrarsi,
parlare con l'altro
dalla profondità del suo essere.
Danza è unione:
da persona a persona
da persona all'universo
da persona a Dio"

Maurice Bejart

"La danza pone delle domande
al mio corpo
ed il mio corpo
risponde"
Anastasia Geng

"...il posto dell danza è nelle case, per le strade, nella vita..."
Maurice Bejart

"Un corpo è un corpo tra altri corpi"
Marian Chace

"Provammo a danzare alla rovescia,
ci ritrovammo nel posto del probabile inizio..."
Itlodeo

"La vita
non è una questione di come sopravvivere alla tempesta

ma di come danzare nella pioggia."
Anonimo

"Nella Danza Sacra noi rispecchiamo l’ordine del cielo nel microcosmo, i movimenti rotanti rappresentano il turbinio vorticoso (giro) delle stelle fisse sopra la terra fissa.
Come fossimo vento, creiamo in noi un centro immobile
e comprendiamo il potere dell 'Universo nel suo essere/divenire.
Rilassati, rivolgiamo il nostro spirito alla sua sorgente divina ".

Courtney Davis in "The Celtic Source Book Arts"


Lodo la Danza


"Non mi importa come si muovono i miei ballerini, mi importa cosa la danza muove in loro": Pina Baush


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